Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine
P. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. T. Amen.
P. Gioiscano i cieli, esulti la terra. T. O monti, cantate con gioia le lodi.
P. Perché verrà il Signore nostro. T. O monti, cantate con gioia le lodi.
P. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. T. Gioiscano i cieli, esulti la terra, o monti, cantate con gioia le lodi.
Dal secondo libro di Samuele (2Sam 7,18-29)
Allora il re Davide andò a presentarsi davanti al Signore e disse: “Chi sono io, Signore Dio, e che cos’è la mia casa, perché tu mi abbia condotto finqui? E questo è parso ancora poca cosa ai tuoi occhi, Signore Dio: tu hai parlato anche della casa del tuo servo per un lontano avvenire: e questa è la legge per l’uomo, Signore Dio! Che cosa potrebbe dirti di più Davide? Tu conosci il tuo servo, Signore Dio! Per amore della tua parola e secondo il tuo cuore, hai compiuto tutte queste grandi cose, manifestandole al tuo servo. Tu sei davvero grande, Signore Dio! Nessuno è come te e non vi è altro Dio fuori di te, proprio come abbiamo udito con i nostri orecchi. E chi è come il tuo popolo, come Israele, unica nazione sulla terra che Dio è venuto a riscattare come popolo per sé e a dargli un nome operando cose grandi e stupende, per la tua terra, davanti al tuo popolo che ti sei riscattato dalla nazione d’Egitto e dai suoi dèi? Hai stabilito il tuo popolo Israele come popolo tuo per sempre, e tu, Signore, sei diventato Dio per loro. Ora, Signore Dio, la parola che hai pronunciato sul tuo servo e sulla sua casa confermala per sempre e fa’ come hai detto. Il tuo nome sia magnificato per sempre così: “Il Signore degli eserciti è il Dio d’Israe-le!”. La casa del tuo servo Davide sia dunque stabile davanti a te! Poiché tu, Signore degli eserciti, Dio d’Israele, hai rivelato questo al tuo servo e gli hai detto: “Io ti edificherò una casa!”. Perciò il tuo servo ha trovato l’ardire di rivolgerti questa preghiera. Ora, Signore Dio, tu sei Dio, le tue parole sono verità. Hai fatto al tuo servo queste belle promesse. Dégnati dunque di benedire ora la casa del tuo servo, perché sia sempre dinanzi a te! Poiché tu, Signore Dio, hai parlato e per la tua benedizione la casa del tuo servo è benedetta per sempre!”.
Meditazione
L’uomo nuovo di questo Anno Santo non dimenticherà dunque la preghiera, e a questo linguaggio innocente dei figli di Dio, ricondurrà l’ infantile memoria; la Chiesa gli sarà coro e maestra. E dove andremo noi ora nell’ebbrezza di ricuperata e sempre incipiente beatitudine, di questa pace, ch’è tutta energia ed impulso all’effusione più prodiga e più fraterna? Comprenderemo noi, o Cristo, fatto pastore davanti ai nostri passi frettolosi di toccare fin d’ora, nel periodo così breve e fugace, riservato al nostro esperimento di tuoi autentici seguaci, una meta degna e concreta, comprenderemo noi il «segno dei tempi», ch’è l’amore a quel prossimo, nella cui definizione Tu hai racchiuso ogni uomo, sì, ogni uomo bisognoso di comprensione, di aiuto, di conforto, di sacrificio, anche se a noi personalmente ignoto, anche se fastidioso ed ostile, ma insignito dall’inomparabile dignità di fratello? La sapienza dell’amore fraterno, la quale ha caratterizzato in virtù ed in opere, che cristiane sono giustamente qualificate, il cammino storico della santa Chiesa, esploderà con novella fecondità, con vittoriosa felicità, con rigenerante Socialità. Non l’odio, non la contesa, non l’avarizia sarà la sua dialettica, ma l’a-more, l’amore generatore d’amore, l’amore dell’uomo per l’uomo, non per alcun provvisorio ed equivoco interesse, o per alcuna amara e mal tollerata condiscendenza, ma per l’amore a Te; a Te, o Cristo scoperto nella sofferenza e nel bisogno di ogni nostro simile. La civiltà dell’amore prevarrà nell’affanno delle implacabili lotte sociali, e darà al mondo la sognata trasfigurazione dell’umanità finalmente cristiana. O uomini fratelli riprenda coraggioso e gioioso il nostro cammino nel tempo verso l’incontro finale, che fin d’ora mette sulle nostre labbra l’estrema invocazione: Vieni, o Signore Gesù (Apoc. 22, 20).(San Paolo VI, Omelia per il Natale 1975 – Solenne rito di chiusura dell’Anno Santo)
Contemplazione
R/. Vieni presto, Signore
Noi ti benediciamo Figlio di Dio,che ti sei fatto uomo diventando simile a noie nel grembo di tua madresei andato incontro a Giovanni, tuo precursore. R/.
Noi ti benediciamo, Signore, Emmanuele,perché Giuseppe ha obbedito con il silenzioa lui, uomo giusto e credente,è stato rivelato il mistero della tua venuta in mezzo a noi. R/
Padre Nostro
P. Signore, Dio nostro, affretta e non tardare la venuta di tuo Figlio nella gloria: quale Sole che spunta dall’alto egli darà consolazione e speranza a coloro che giacciono nelle tenebre e i nostri passi saranno guidati sul cammino della pace. Esaudiscici, Dio benedetto ora e nei secoli dei secoli. Amen.